Malformazioni delle palpebre: un approccio multidisciplinare

Le malformazioni delle palpebre sono rappresentate da anomalie dovute a un difetto dell’embriogenesi palpebrale. Possono essere isolate o associate ad altre patologie malformative e necessitano in genere di un approccio multidisciplinare.

Le anomalie di sviluppo delle palpebre sono circa il 3-7% di tutti i disturbi congeniti e includono anomalie di dimensione, di orientamento, di posizione e di morfologia generale.

Le palpebre si differenziano a livello embrionario al secondo mese di gestazione, periodo nel quale l’abbozzo dell’occhio è immerso nel mesenchima e le palpebre appaiono come due lamine mesodermiche rivestite dall’ectoderma.

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Nel terzo mese si fondono con una saldatura epiteliale e restano tali sino al quinto mese quando inizia la fase di separazione, che terminerà al sesto mese. Le anomalie di sviluppo delle palpebre sono circa il 3-7% di tutti i disturbi congeniti ed includono anomalie di dimensione, di orientamento, di posizione e di morfologia generale.

Struttura delle palpebre

Le palpebre sono due pieghe della cute che, partendo dal contorno superiore e da quello inferiore dell’orbita, si modellano sulla faccia anteriore del globo oculare delimitando con i loro margini liberi una fessura detta rima palpebrale. La funzione delle palpebre (superiore e inferiore) è quella di protezione dell’occhio.

La faccia anteriore delle palpebre è ricoperta dalla cute, quella posteriore dalla congiuntiva, sottile, trasparente e rosea. I margini liberi delle due palpebre si suddividono in due parti:

  • ciliare o bulbare laterale, in diretto rapporto con il bulbo, rappresenta i sette ottavi di tutta la lunghezza del margine e da impianto alle ciglia, che sono dei peli rigidi più lunghi nella palpebra superiore rispetto alla inferiore;
  • lacrimale mediale, più corta, contiene il condotto lacrimale ed è priva di ciglia. L’incontro dei margini mediali delle due palpebre da luogo al lago lacrimale al fondo del quale si evidenzia la caruncola e la piega lacrimale.
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Malformazioni palpebrali

Le malformazioni delle palpebre possono essere isolate o rientrare nel quadro di sindromi malformative e più complesse con modificazioni locali che interessano il volto, l’orbita e il globo oculare.

È necessaria una valutazione della statica e della dinamica palpebrale, in modo che nella prima infanzia si debba assicurare la protezione del globo oculare, permettendo uno sviluppo soddisfacente della funzione visiva, mentre nei ragazzi bisognerà considerare i problemi estetici.

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Malformazioni delle palpebre: alterazioni morfologiche

Ablefaron

Assenza della palpebra in toto con esposizione del bulbo. È una patologia bilaterale associata a lesioni multiorgano. Spesso le condizioni generali del neonato non danno il tempo di effettuare un intervento di oftalmoplastica.

Anchiblefaron

È una aderenza parziale fra la rima ciliare superiore e quella inferiore. L’anchiblefaron filiforme è un reperto isolato e facilmente correggibile con una sezione chirurgica, quando è più ampio necessita di una correzione chirurgica per evitare una ambliopia da deprivazione.

Simblefaron completo con criptoftalmo

È una situazione di continuità totale dalla cute della fronte alla guancia con completa copertura del bulbo: l’epitelio è completamente adeso alla faccia posteriore dell’abbozzo palpebrale ed il globo è microftalmico.

Coloboma palpebrale

Mancanza di un settore della palpebra superiore o inferiore a tutto spessore con esposizione del bulbo, ha una forma di solito triangolare con base alla rima ed una estensione che è variabile. La necessità di un intervento chirurgico varia a seconda dell’esposizione corneo sclerale.

Epicanto

Epicanto - Professione Oculista
Epicanto

È una piega muscolo cutanea di forma semilunare che origina dalla palpebra superiore e decorre ricoprendo l’angolo interno dell’occhio. È quasi sempre bilaterale, ma spesso asimmetrica. Durante lo sviluppo il viso si allunga nel senso antero-posteriore e l’epicanto scompare in genere attorno ai 5-6 anni di vita. Si può considerare come una manifestazione fisiologica che si presenta nel 2-5% dei caucasici e nel 70-80% della popolazione asiatica.

Durante l’infanzia l’epicanto è spesso sinonimo di pseudo-strabismo. Se la plica ricopre parzialmente la sclera può dare l’impressione che gli assi oculari siano deviati soprattutto nello sguardo laterale.

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Telecanto

Il telecanto è una malformazione delle palpebre congenita caratterizzata dalla maggiore distanza tra i canti mediali degli occhi con distanza fra gli angoli esterni normali e distanza interpupillare normale.

Nella maggior parte delle persone la distanza intercantale è uguale alla distanza fra l’angolo interno e l’angolo esterno di ciascun occhio, cioè la larghezza dell’occhio. La situazione in cui la distanza intercantale è maggiore della larghezza dell’occhio è chiamata appunto telecanto. Il telecanto è associato spesso a malformazioni congenite quali la Sindrome di Down, Sindrome di Klinefelter, sindrome di Waardenburg etc.

In genere è necessario un intervento chirurgico quale la plicatura del tendine canto mediale associata o meno a plastica cutanea. Nei casi di telecanti maggiori si interviene con la cantopessia transnasale, che si effettua quando vi è una maturità delle ossa facciali a 4-5 anni.

Telecanto-Professione Oculista
Telecanto
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Malformazioni delle palpebre: alterazioni della motilità palpebrale

Ptosi

È una riduzione dell’apertura palpebrale nell’asse verticale per l’abbassamento della palpebra superiore. La ridotta azione dei muscoli elevatori della palpebra superiore portano alla ptosi palpebrale.

L’occlusione completa palpebrale può portare a una ambliopia da deprivazione. La diagnosi di ambliopia da deprivazione legata solo alla ptosi si fa quando non vi sono altre cause quali un errore refrattivo, uno strabismo o una anomalia organica dell’occhio.

Nelle forme di ptosi isolata la percentuale di ambliopia è del 2.6% mentre nelle forme associate a disturbi oculomotori presentano un alto rischio di ambliopia (93-100%) legato allo strabismo e all’anisometropia. Infatti gli occhi con ptosi congenita frequentemente hanno difetti di refrazione astigmatica importante e spesso irregolari.

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Da valutare anche l’anomalia posturale: collo in iperestensione per sfruttare meglio l’apertura palpebrale ridotta, che può avere influenze negative sull’inizio e sulla qualità della deambulazione. Il perdurante torcicollo oftalmico reversibile, può trasformarsi in torcicollo ortopedico non reversibile per le alterazioni ossee che si generano. In presenza di rischio di ambliopia o di posizioni viziate del collo sarà indicato un precoce intervento nei primi due anni di vita.

La scelta della tecnica chirurgica varia in funzione dell’eziologia della ptosi e della funzionalità del muscolo elevatore della palpebra superiore.

Malformazioni delle palpebre: anomalie di posizione delle palpebre

Queste anomalie raggruppano le alterazioni di posizione del bordo libero palpebrale.

Epiblefaron

Epiblefaron-Professione Oculista
Epiblefaron
[bctt tweet=”L’#Epiblefaron si risolve quasi sempre spontaneamente nei primi anni di vita e eventuale trattamento con sostituti lacrimali. L’intervento chirurgico è indicato solo nei casi di lesioni corneali | #MalformazioniPalpebre #ECM” username=”ProfOculista”]

Consiste in una piega cutanea orizzontale, parallela ed adiacente al bordo palpebrale, che tende a verticalizzare le ciglia con possibile contatto delle stesse con il bulbo. Di solito è bilaterale ed è più frequente negli asiatici con interessamento della palpebra superiore.

Si risolve quasi sempre spontaneamente nei primi anni di vita e eventuale trattamento con sostituti lacrimali. L’intervento chirurgico è indicato solo nei casi di lesioni corneali e consiste nel riposizionamento del bordo libero mediante escissione dell’eccesso miocutaneo della palpebra inferiore e riposizionamento del solco ciliare.

Entropion congenito

In genere interessa la palpebra inferiore ed è associato ad una patologia orbitaria e microftalmo. Nel tempo può peggiorare con le ciglia che si dirigono orizzontalmente verso il globo, portando ad una cheratite, lacrimazione e fotofobia. In alcuni casi una ulcera corneale con opacizzazione può essere causa di una ambliopia. Il trattamento chirurgico deve rimettere in tensione la retrazione della palpebra inferiore.

Entropion primitivo

È causato da un rilassamento del muscolo retrattore della palpebra inferiore. Le fibre dell’orbicolare presettale si spostano in sede pretarsale. A differenza dell’ectropion dell’adulto non è presente la lassità palpebrale.

Entropion secondario

Alcune malattie congenite o anche acquisite del bambino possono favorire un entropion della palpebra inferiore. La causa è un’assenza del sostegno in un microftalmo o in una protesi. Nel bambino, in caso di enucleazione, bisogna provvedere all’uso di protesi di taglie crescenti, in modo da adattarsi meglio allo sviluppo osseo e favorire un buon posizionamento delle palpebre.

Ectropion congenito

Eversione del bordo libero di una o più palpebre alla nascita. Vi sono due forme:

  • Ectropion congenito isolato: è raro ed interessa le quattro palpebre ed è causato da una riduzione della lamella palpebrale anteriore, più o meno importante, associata ad una lassità del bordo libero.
  • Ectropion congenito associato: causato da una patologia cutanea o orbitaria. Si presenta nell’ittiosi lamellare, nella blefarofimosi, nella trisomia 21, nella sindrome di Franceschetti e negli esiti di ustioni. Il trattamento medico degli ectropion associati è caratterizzato dalla salvaguardia della superficie corneale con la somministrazione di sostituti lacrimali e Vitamina A, e della cute con emolienti e lubrificanti. Il trattamento chirurgico punta ad ottenere di evitare la trazione del bordo libero ed è indicato in caso di esposizione corneale.
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Euriblefaron

La distanza fra canto esterno ed interno è aumentata e il canto esterno è posto un poco più in basso del normale. L’associazione con un ectropion della palpebra inferiore è frequente e favorisce un’epifora a rischio di esposizione corneale.

Eversione congenita delle palpebre

È una forma particolare di ectropion con eversione bilaterale delle palpebre superiori.

Di solito è una forma transitoria ed è causata da una chemosi della congiuntiva bulbare e del fornice superiore, dovuto ad una ostruzione del ritorno venoso durante il parto, per la compressione nel canale vaginale.

Per il trattamento locale si utilizzano lubrificanti corneali e una compressione sul globo oculare con un cerotto per permettere la riduzione della chemosi.

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Articolo tratto dalla lezione del Percorso Formativo Professione Oculista del Dr. Mauro Cassinerio “Patologie delle palpebre e delle vie lacrimali nell’infanzia”

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