Il trattamento del cheratocono: nuove opportunità terapeutiche

01/12/2026 By: Mei Team

Il cheratocono è una patologia ectasica corneale che, pur essendo relativamente frequente, rimane complessa da gestire a causa della sua natura progressiva e della variabilità clinica con cui può manifestarsi.

La gestione moderna del cheratocono non si limita a interrompere la progressione della malattia, ma mira anche a migliorare la qualità visiva e il benessere del paziente.

Le opzioni oggi disponibili sono numerose e sempre più personalizzate, frutto di un’evoluzione continua nella conoscenza della fisiopatologia corneale e nelle tecniche chirurgiche e para-chirurgiche.

Il percorso terapeutico inizia solitamente con le soluzioni conservative, che comprendono occhiali e, soprattutto, lenti a contatto. Gli occhiali trovano applicazione quasi esclusivamente nelle forme iniziali, quando l’astigmatismo è ancora sufficientemente regolare da poter essere compensato.

Tuttavia, il loro ruolo è limitato: non influenzano l’andamento della malattia e offrono una qualità visiva modesta nel momento in cui l’ectasia diventa più accentuata.

L’evoluzione delle tecnologie disponibili ha portato a un’ampia scelta: lenti morbide speciali, lenti rigide gas-permeabili, sistemi piggy-back, lenti ibride e, soprattutto, lenti corneo-sclerali e sclerali, oggi molto utilizzate per comfort, centratura e stabilità.

Il passo successivo, quando la malattia mostra segni di peggioramento, è il cross-linking corneale (CXL).

Si tratta del trattamento che più di ogni altro ha cambiato la storia naturale del cheratocono: attraverso una reazione fotochimica che coinvolge riboflavina e luce UV-A, la cornea viene rinforzata e la progressione può essere arrestata.

Negli ultimi anni sono nate numerose varianti della tecnica — convenzionale, accelerata, transepiteliale, con iontoforesi o con supporti per cornee sottili — ognuna con vantaggi e limiti specifici. Lo scopo, però, rimane invariato: offrire al paziente una cornea più stabile e ridurre la necessità di trattamenti più invasivi.

Quando la progressione è stata stabilizzata o quando il paziente presenta un astigmatismo irregolare non correggibile con occhiali e lenti, si può considerare una strategia mirata a migliorare ulteriormente la qualità visiva.

I segmenti intrastromali (ICRS) rappresentano una delle opzioni più efficaci in questo senso.

Sono piccoli archi in PMMA inseriti nello stroma corneale per regolarizzare la superficie e ridurre l’astigmatismo.

Il loro impiego è particolarmente indicato nei cheratoconi non troppo avanzati e in pazienti intolleranti alle lenti.

Negli ultimi anni sono stati introdotti anche i segmenti allogenici (CAIRS), che promettono una migliore integrazione tissutale e un minor rischio di complicanze.

Per i pazienti con difetti refrattivi elevati — in particolare miopia marcata — e un cheratocono stabile, una valida alternativa sono le lenti intraoculari fachiche (pIOL).

Possono essere impiantate anche in occhi già trattati con CXL o ICRS e rappresentano un’opzione importante nella riabilitazione visiva quando la sola correzione corneale non è sufficiente.

Un’ulteriore frontiera è data dalle tecniche combinate, il cosiddetto “CXL plus”, che integra cross-linking e chirurgia refrattiva (PRK o PTK), talvolta guidate dalla topografia.

Questi approcci mirano a ottenere non solo una cornea più stabile, ma anche una superficie più regolare, con un conseguente miglioramento della vista. Sono tecniche molto selettive, riservate a pazienti scelti e gestite da équipe altamente specializzate.

Nei casi più avanzati, quando l’acuità visiva non è più sufficiente e le lenti a contatto non risultano più tollerabili, il passo successivo è valutare il trapianto di cornea.

È una tecnica consolidata e molto efficace, anche se comporta un rischio maggiore di rigetto, un astigmatismo post-operatorio più marcato e la possibilità di recidiva dell’ectasia.

La seconda, sempre più utilizzata, è la cheratoplastica lamellare anteriore profonda (DALK). Questa procedura è indicata quando l’endotelio è sano e permette di conservare gli strati profondi della cornea del paziente.

In questo modo si riducono i rischi, si favorisce una guarigione più rapida e si ottiene una maggiore stabilità nel tempo. È però una tecnica che richiede grande esperienza e un’attenta selezione dei casi.

Accanto a queste opzioni ormai ben consolidate, la ricerca sta aprendo nuove prospettive molto promettenti: trapianti della membrana di Bowman, cheratofachia stromale con lenticoli derivati dalla tecnica SMILE, strategie di rigenerazione stromale tramite cellule staminali, materiali xenogenici decellularizzati e perfino l’impiego dell’intelligenza artificiale per supportare diagnosi e pianificazione chirurgica.

Si tratta di sviluppi che potrebbero trasformare radicalmente la gestione del cheratocono nei prossimi anni, soprattutto per i pazienti giovani e per le forme più avanzate.

Il trattamento del cheratocono è oggi molto più articolato e promettente rispetto al passato.

La disponibilità di tecniche diversificate consente di costruire un percorso terapeutico estremamente personalizzato, in cui stabilizzazione, riabilitazione ottica e risultati funzionali si integrano in modo sempre più efficace.


Il contenuto di questo articolo è tratto dalla lezione ECM “Il trattamento del cheratocono”, curata dal Dott.ssa Marianna Berton (Oculista presso ULSS 6 Euganea – PD). Il materiale originale fa parte del Percorso Formativo Professione Oculista 2025. I contenuti sono utilizzati con finalità divulgative e restano di proprietà dei rispettivi autori.

Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, è possibile acquistare la lezione completa all’interno del Percorso Formativo ECM 2025, accedendo così a contenuti più dettagliati e specifici.


Carrello
Torna in alto
Privacy Overview
Professione Oculista

Questo sito utilizza i cookie per fornire la miglior esperienza utente possibile.

Le informazioni dei cookie sono salvate nel tuo browser e permettono di riconoscere quando torni nel sito ed aiutano il nostro team a capire quali pagine del sito sono più utili ed interessanti.

Puoi modificare tutte le impostazioni relativi ai tuoi cookie tramite la barra di navigazione presente in basso a sinistra.

Cookie Strettamente Necessari Alla Navigazione

È necessario accettare i cookie, per consentirci di fornire informazioni secondo le preferenze salvate.

I cookie strettamente necessari alla navigazione possono essere abilitati in qualunque momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni.